Le chiese

cartina chiese

Numerose sono le chiese del nostro vasto territorio. Se non si contano le due chiese nelle due Case per Anziani sono quattro le case di culto principali ove si celebrano regolarmente le messe e quindi sempre aperte durante il giorno. Tutte le altre chiese sono aperte solo occasionalmente per feste patronali, celebrazioni speciali e recita del rosario:

BASILICA DI SAN GIACOMO : frazione Borgo

Parlare della chiesa di San Giacomo di Bellagio, equivale parlare di tre distinte chiese. Quella primitiva risalente al 1100-1200, quella rifatta alla metà del 1600 e quella riportata, in linea di massima, all’originale stile e forma all’inizio del 1900. La chiesa è di giuste proporzioni ed è scritto che nell’assieme volesse rappresentare il cristo morente. Sotto Ercole II Sfondrati, Nipote di Papa Gregorio XIV (Nicola Sfondrati) la nostra chiesa subì una totale trasformazione. Questo avvenne nella metà del sec. XVII. Da puro stile romanico lombardo –comacino venne completamente trasformata in stile barocco. All’inizio del 1900 e precisamente dal 1905 al 1913 si iniziarono i lavori di restauro o meglio il ripristino della chiesa per riportarla come era alle origini. Detto così in poche parole può sembrare una cosa semplice invece si trattò di un grosso intervento che coinvolse ed appassionò il clero, i tecnici e soprattutto la popolazione che contribuì con uno slancio veramente encomiabile. Per donare originalità alla chiesa si dovette:

Togliere dalla piazza la sacrestia, la casa del sacrestano, un altare e l’oratorio di San Luigi. Si tolse, verso nord un ossario ed il piccolo cimitero per costruire la nuova casa del sacrestano.

Si demolirono e rifecero due abside secondo i disegni delle originali inserendo poi nelle calotte absidali da aprte della ditta Castelmari di Venezia i mosaici raffiguranti San Antonio, Santa Orsola e Consorelle e al centro il martirio di San Giacomo preso dall’originale del Mantenga che si trova nella cappella degli Scrovegni. Ci fu il ripristino delle finestre e la chiusura delle porte non necessarie. Si liberarono dagli intonaci le colonne e vari muri interni. Si risistemò a cavalletti l’intero tetto. Si rifece l’ambone e si abbassò di circa 60 cm il pavimento delle absidi e di tutta la parte alta della chiesa in modo da eliminare 2 gradini ed allargare così lo spazio per l’altare centrale. Numerose le opere d’arte qui custodite tra le più importanti citeremo il trittico della Madonna delle Grazie con San Sebastiano e San Rocco attribuito, nella parte superiore, al Foppa e nella parte inferiore alla scuola dello stesso artista. In una nicchia, a fianco dell’altare della deposizione, si trova un crocefisso arcaico donato ala chiesa così come la tela della Madonna con Bambino posta sopra lo stesso. La scultura lignea del cristo morto sembrerebbe di fattura spagnola. Stando a quanto ci è stato tramandato dalla tradizione apparteneva ad un insediamento del Pian di Spagna. Una piena dell’Adda lo ha trascinato sulle sponde del lago così che venne trovato da pescatori che lo donarono alla chiesa di San Giacomo ed è sempre stato segno di grande devozione, specie nella processione del venerdì santo.

CHIESA SAN GIORGIO: frazione Borgo

Non esiste documento che stabilisca la data di costruzione, anche se si pensa che per forme e tecniche costruttive risalga alla fine dell’XI secolo od all’inizio del XII (vedi muro esterno sud dell’Oratorio di S. Giorgio che dà sulla scalinata, a conci di pietra con finestrelle a strombo ed il piccolo portale).

Il campanile è a cavalcioni di un piccolo portico che, chiuso da un cancelletto, proteggeva l’accesso alla prima cerchia difensiva del Borgo medioevale.

L’abside e l’altare, originariamente nelle chiese dell’epoca sempre rivolte ad est, furono spostati dalla parte opposta; così anche l’ingresso fu trasferito verso la strada.

Nella sala del Capitolo sono custoditi gli stalli del coro in stile secentesco in noce scolpito; sulla volta della sala è presente un grande affresco con la raffigurazione della Vergine che consegna ad un monaco la cintura. Il palazzo dell’attuale municipio fu usato storicamente come ospedale dedicato ai “SS. Giorgio ed Eustachi” ed è nominato come già preesistente in rescritti ducali del 1418, anno in cui era già di proprietà del comune. Nel 1505 fu ceduto dal comune ai Padri Agostiniani di Como col patto che vi facessero celebrare due Sante Messe, distribuissero otto brente di vino e due moggi di formentata ai poveri del borgo e mantenessero un predicatore, il quale predicasse in quaresima tre volte la settimana nella Chiesa di San Giacomo.

Il 23 febbraio 1657 fu eretta la parrocchia di San Giacomo in Borgo, con territorio smembrato da San Giovanni e l’anno seguente i padri Agostiniani di San Giorgio fondarono una confraternita maschile dedicandola alla Beata Vergine della Cintura; questa antica devozione mariana deriva dalla tradizione del dono della Cintura dalla B.Vergine a S.Monica, madre di S.Agostino, raffigurata anche nell’antica statua venerata qui nella chiesa, in una vetrata della Basilica di S.Giacomo e in molte suppellettili sacre.

Il 9 luglio del 1671 la Confraternita fu riconosciuta ufficialmente dal vescovo di Como Lazzaro il Carafino.

Nel 1685 la Confraternita dei “cinturati” fu aggregata all’arciconfraternita di San Giacomo in Bologna. Nel 1808, col consenso ed approvazione dell’autorità ecclesiastica diocesana prese anche il nome del SS.Sacramento e si intitolò Confraternita del SS. Sacramento sotto il patrocinio della Beata Vergine della Cintura.

LA CHESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA, MATRICE PLEBANA: frazione San Giovanni

Prima chiesa edificata su territorio Bellagino nel X secolo dove però purtroppo dell’antica chiesa non vi è più nulla e si dice che si trovava a fianco della esistente ove ora vi è l’oratorio.

Venne ricostruita prima verso la fine del 1500 e ristrutturata nel 1685 come conferma una lapide nella parte esterna del coro. Fu definitivamente consacrata nel 1785 dall’allora Vescovo Mugiasca. Il materiale è di pietra di Moltrasio e calce. L’aspetto attuale è dovuto a modifiche ancora successive che risalgono alla seconda metà del 700 dando gusto barocco sopratutto alla facciata dove si possono notare le prime due cifre di una data: 17….

Vi era anche una confraternita del SS Sacramento e nel 1639 acquistarono dal capitolo di S. Abbondio di Piuro la campana maggiore alla quale seguirono poi le altre.

pianta chiesa sgiovanni

1) Nella seconda nicchia a sinistra appena entrati si può ammirare la pala attribuito a G. Ferrari dal titolo “Trionfo di Cristo” del 1530, dono della Famiglia Frizioni. In alto si vede il redentore seduto sulle nubi in mezzo a sei angeli con tutti noti strumenti della passione. Ai lati della croce si nota S. Paolo, S. Stefano, S. Giovanni e S. Pietro. Sotto due gruppi di devoti divisi tra donne e uomini.

2) Segue la statua della Madonna Assunta in legno di ignoto autore del 1600. Questa statua viene utilizzata per le processioni.

3) Qui si può ammirare la statua dell’Immacolata opera in marmo bianco di Carrara della Scuola del Bernini probabilmente dello scultore Ercole Ferrata di Pellio Intelvi della metà del 600, dono della Contessa Melzi D’Eryl alla fine del 1800.

4) L’altare maggiore, coronato da una preziosa ancona in legno dorato è una prestigiosa opera d’intaglio dominato dalla statua di Cristo Risorto ed ornato di altre statue; opera di Giovanni Albiolo di Bellagio intagliatore esperto. E’ della fine del 600 ed è un complesso armonioso, stagliato da pannelli scolpiti con fine perizia.

5) Vi è posta qui la recente statua del S. Giovanni Battista del 1974 eseguita da Giovanni Tavani. Opera in marmo bianco di Carrara.

6) Affresco di ignoto datato fine 1500 raffigurante la Vergine delle Grazie nobilmente seduta nell’atto di reggere il Bambino Gesù ed accogliere S. Giovanni Battista. Ai piedi putti musicanti. Il volto della Vergine ha caratteri luineschi.

7) In alto l’organo con bussola e cantoria fu costruito dalla ditta Carrara di Legnano nel 1862 e venne acquistato grazie alla raccolta di soldi effettuata come ringraziamento per il voto chiesto di preservare il paese dal colera asiatico che infieriva nel 1855.

Collocato nella parte centrale della volta della navata si ammira l’affresco della trasfigurazione di Gesù tra Mosé con in mano le tavole della legge ed Elia con il rotolo del libro. Ai alti i 3 apostoli con sopra una turba di angeli festanti. Autore è il Tagliaferri a cui viene anche attribuita la decorazione della chiesa dell’inizio del 900. Sempre in alto nei quattro lobi i simboli dei quattro evangelisti .

All’esterno si può notare la Grotta dedicata alla Madonna di Lourdes costruita dopo gli anni 50 da Don Giulio Botta dopo un suo viaggio a Lourdes.

BEATA VERGINE ANNUNCIATA: frazione Visgnola

Una delle caratteristiche della chiesa è una sentita devozione alla Madonna infatti è dedicata alla SS Annunciata e per questo la piazza antistante la chiesa viene detta “Piazza della Madonna” così come “acqua della Madonna” l’acqua che sgorgava dalla fontanella nascosta alla destra della chiesa.

Si narra che un Signore del castello (Villa Serbelloni) tra la fine del 700 e gli inizi dell’800 veniva tutti i giorni col suo cavallo da Bellagio verso Visgnola e che, passando di li, cavallo e cavaliere si inchinassero a bere alla fonte. Il signore era infermo alle gambe e non poteva camminare, più volte aveva osservato che il giumento, nel lasciare la fonte, faceva una specie di gesto in ossequio in quella direzione. Un giorno avvenne il fatto inatteso: il cavaliere si senti rinsanato e rinfrancato sulle gambe; allora chiamò i suoi uomini, fece scavare dinanzi alla fonte e trovò un’immagine di Maria SS con il Divin Figlio, che sarebbe quella posta al di sotto della finestra centrale del coro. Di qui la costruzione della chiesa e la dedica all’Annunciazione.

Certo sorprende di trovare sopra l’altare una Madonna di stile tardo-gotico, quale avrebbe dipinto un artista della metà del quattrocento. Con ogni probabilità fra il 700/800 si verificarono dei lavori di ampliamento, completamento e trasformazione, ma non di costruzione.

Nel 1857 nasce questa nuova parrocchia, di circa 750 fedeli e comprendeva le frazioni di Visgnola, Casate, Suira (nel 1860 si riaggregò all’arcipretura di S. Giovanni), S. Vito, Scegola e tutti gli altri nuclei e case sparse, ad est de torrente Perlo, fino alla cresta del S. Primo, tutto in territorio di Bellagio.

LE ALTRE CHIESE DEL TERRITORIO:

  • Frazione Aureggio: San Carlo
  • Frazione Borgo: Cappella Giovanni XXII c/o Casa di riposo Greco de Vecchi
  • Frazione Cernobbio: Regina Pacis
  • Frazione Guello: Beata Vergine Addolorata
  • Frazione Guggiate: San Andrea
  • Frazione Loppia: SS Salvatore – Cappella privata Famiglia Melzi
  • Frazione Pescallo: San Biagio e Andrea Avellino
  • Frazione Regatola: Cristo Re
  • Frazione San Primo: Ss. Filippo e Giacomo
  • Frazione San Vito: San Vito
  • Frazione Suira: San Gervasio e San Protasio
  • Frazione Casate: San Antonio Abate
  • Frazione Vergonese: Beata Vergine di Caravaggio
  • Frazione Visgnola: San Martino
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